Nel marzo del 1858, Don Aurelio Vargas fece ritorno alla sua hacienda a Morelia dopo un viaggio di una settimana. Un servo lo attendeva al cancello con una notizia che avrebbe cambiato tutto. Sua moglie, Doña Inés, aveva una relazione con Joaquín, uno schiavo della tenuta, e anche sua figlia, Clara, ne aveva una, ed entrambe erano incinte dello stesso uomo.
Don Aurelio ascoltò ogni parola senza interrompere. Quando il servo ebbe finito, Don Aurelio non urlò, non ruppe nulla, chiese solo dove fosse Joaquín. Don Aurelio era un uomo rispettato a Morelia. Aveva costruito la sua hacienda in trent’anni. Possedeva terre, bestiame, una famiglia che sembrava perfetta. Sua moglie era elegante, colta, ammirata dalle altre donne. Sua figlia era bella, intelligente, l’orgoglio di ogni padre. In un solo istante, tutto ciò svanì. Non per malattia, non per sfortuna, ma per decisioni prese dalla sua stessa famiglia alle sue spalle.