Nelle telefonate, le parole chiave includono risposte come “sì”, che i truffatori usano per autorizzare transazioni senza il tuo effettivo consenso. Questo fenomeno, noto come “frode del sì”, consiste nel registrare il tuo accesso a una notifica e poi usarlo per simulare l’approvazione di transazioni o accordi legali. È preferibile rispondere in modo neutro o porre domande che confermino l’identità del chiamante, come ad esempio: “Perché chiama?” o “Di chi è l’intestatario?”.
Ma dire semplicemente “sì” non è rischioso. Saluti comuni come “ciao” o “salve” possono essere forniti da sistemi di verifica automatici, oppure il numero è attivo e/o la voce dovrebbe essere considerata quella di una persona. Dicendo queste parole, si conferma implicitamente che il telefono è in uso e che la propria voce è “attendibile” in caso di tentativo di frode. Quando si riceve una chiamata da un numero sconosciuto, l’opzione più sicura è quella di un numero che squilla da solo o che prevede risposte che ne chiariscono le intenzioni, come “Con chi parlo?” o “Posso aiutarla?”.
La descrizione di cui sopra è autoesplicativa: i criminali informatici utilizzano ora l’intelligenza artificiale per creare cloni di accesso quasi identici all’originale, basandosi su pochi secondi di tracciamento. Ciò consente di effettuare furti d’identità convincenti e truffe comuni, come contattare amici e familiari per richieste urgenti di documenti d’identità e denaro, creare transazioni o bonifici bancari utilizzando sistemi di riconoscimento vocale, o verificare documenti e contatti falsificati che sembrano legittimi.
Come proteggersi dalle minacce? Innanzitutto, verificate sempre l’identità di chi vi chiama prima di rispondere o fornire qualsiasi informazione. Non partecipate a sondaggi automatici o registrazioni che catturano la vostra voce. Controllate regolarmente gli estratti conto bancari e del conto corrente, comprese le eventuali richieste di apertura conto presso i vostri istituti finanziari. Bloccate i numeri anonimi e segnalateli alle autorità o ai fornitori di servizi che adottano tali pratiche.