Sorrisi appoggiandomi alla sua spalla, mentre le lacrime mi scivolavano silenziose lungo le guance.
“Niente”, dissi a bassa voce. “Solo… grazie.”
Non insistette.
Non lo faceva mai.
Invece, mi baciò sulla sommità della testa e mi strinse un po’ più forte, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E per la prima volta dopo tanto tempo, ci credetti davvero.
Decisi di non dirgli quello che avevo visto.
Non perché non importasse, ma perché importava.
Perché un amore come quello non ha bisogno di essere mostrato per essere reale.
A volte, basta sentirlo.
E quella notte, per la prima volta in due anni, non mi sentii un peso.
Mi sentivo una persona per cui valeva la pena lottare.
Una persona già amata.