Interrogato sul suo rapporto con Emmanuel Macron, che ha incontrato in diverse occasioni, Patrick Sébastien non ha usato mezzi termini. “L’impopolarità di Macron è giustificata”, ha affermato senza mezzi termini. Ha aggiunto: “Lo conosco, ci siamo scambiati dei messaggi. Al di là di lui personalmente, la gente non capisce più cosa siano la giustizia, l’insicurezza e le scelte europee”.
“Basta!”: un movimento per incanalare la rabbia francese
Il ritorno di “Dard”
Non è la prima volta che Patrick Sébastien si impegna in un’iniziativa civica. Circa dieci anni fa, ha creato “Dard” – “Diritto al Rispetto e alla Dignità” – un’associazione dedicata alla difesa dei francesi che, a suo avviso, erano stati dimenticati dal sistema. L’iniziativa ha suscitato un certo interesse, ma è poi gradualmente svanita.
Con “Basta!”, l’ex conduttore televisivo ci riprova. L’obiettivo è chiaro: raccogliere i desideri, i bisogni e le rimostranze del popolo francese in vista delle elezioni presidenziali del 2027. «Una volta che Emmanuel Macron non sarà più al potere», precisa, quasi a voler sottolineare la rottura con il passato.
Né partito né candidatura
Patrick Sébastien insiste: non vuole creare un partito. Né vuole candidarsi. «Non mi candido», ripete. Il suo ruolo, a suo avviso, è quello di portavoce, di tramite. Raccogliere la voce del popolo, trasmetterla e, soprattutto, assicurarsi che chi governerà domani ne tenga conto.
Una posizione che lo protegge dalle critiche sulle sue ambizioni personali, permettendogli al contempo di rimanere al centro del gioco politico.
Patrick Sébastien ed Emmanuel Macron: un rapporto che si è affievolito
Legami di lunga data
Patrick Sébastien ed Emmanuel Macron non sono estranei l’uno all’altro. Il conduttore televisivo ha spesso raccontato di aver incontrato il futuro presidente prima della sua elezione all’Eliseo. Scambi, messaggi, un certo rapporto esisteva. Ma gli anni sono passati e i rapporti si sono incrinati.
“Lo conosco, ci siamo scambiati dei messaggi”, ammette. Ma questa conoscenza personale non gli impedisce di essere critico. Al contrario, conferisce maggiore peso alle sue parole.
“L’impopolarità è giustificata”
La valutazione di Patrick Sébastien è inequivocabile. “L’impopolarità di Macron è giustificata, anche se non è l’unico responsabile della situazione”. Si riferisce in particolare al sistema giudiziario, all’insicurezza e alle scelte di politica europea: tutte questioni che, secondo lui, stanno allontanando i francesi dal presidente.
Si premura di aggiungere una sfumatura: Emmanuel Macron non è l’unico responsabile. Ma è il simbolo. Colui che i francesi osservano, giudicano e ora rifiutano in modo schiacciante.
Rabbia popolare: agricoltura, migranti, potere d’acquisto
L’agricoltore e il Mercosur
Patrick Sébastien si fa portavoce della rabbia che sta attraversando la Francia. E lo fa con parole semplici e dirette, le stesse che ha sempre usato in televisione. «Quando un agricoltore vede arrivare il Mercosur, dà la colpa a Macron e all’Europa».
L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi latinoamericani è infatti uno dei simboli della rabbia del settore agricolo. Mesi di manifestazioni, blocchi e tensioni, senza che le autorità abbiano trovato una vera soluzione.
Migranti e alloggi
Il secondo tema che affronta è più controverso. «Quando un onesto francese vede alberghi pieni di migranti, alloggiati e nutriti con i suoi soldi, mentre lui non riesce nemmeno a pagare l’affitto, esplode».
Patrick Sébastien anticipa le accuse. «Non è razzismo, non è esclusione, è buon senso», chiarisce. Un modo per disinnescare le critiche, ma anche per affermare che la rabbia dei francesi su questo tema è legittima, che non ha nulla a che vedere con l’odio per gli altri, bensì con la difficoltà di guadagnarsi da vivere.
La divisione sociale
Dietro questi esempi, egli descrive una realtà più ampia: quella di un paese frammentato, dove le élite non comprendono più la vita delle persone e dove la retorica politica non riflette più la realtà sul campo.