Una sera, ho controllato il suo telefono. So che molti si fermeranno qui e diranno che quello è stato il mio primo errore. Forse lo è stato. Ma quello che ho trovato su quel telefono mi ha cambiato per sempre. Nascosti con cura in cartelle protette da password c’erano video di lui che faceva sesso con diverse donne. Tantissime donne. Ricordo di aver fissato lo schermo, senza riuscire a respirare normalmente. Le mie mani tremavano così tanto che per poco non mi cadeva il telefono di mano. Mi sembrava di essere improvvisamente finita nell’incubo di qualcuno.
Invece di porgere delle scuse sincere, ha ribaltato completamente la situazione, sollevando la questione del fatto che avessi controllato il suo telefono. Secondo lui, *quello* era il vero tradimento.
Ogni conversazione finiva per ruotare attorno allo stesso argomento: “Hai violato la mia privacy.” “Hai guardato il mio telefono.” “Dopo tutto quello che ho fatto per te e tuo padre, è così che mi ripaghi?”
In qualche modo, sono sempre stata io la colpevole. C’è un detto che recita: se qualcosa sembra un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, allora probabilmente è un’anatra. Il mio fidanzato mi tradisce. E in fondo, so che non cambierà.
Sì, dice che lo farà. Racconta storie meravigliose su come vuole diventare una persona migliore. Promette crescita. Promette impegno. Ma anche adesso, sento ancora la presenza di quelle donne che gli aleggiano intorno come ombre in attesa del buio. Un uomo che si rifiuta di ammettere di aver sbagliato non potrà mai cambiare veramente.
Il mio fidanzato è un uomo amato da molti. È un santo. È un vero frequentatore di chiesa. L’uomo che alza il volume della musica gospel ogni mattina. L’uomo che ascolta i sermoni a voce così alta che i vicini lo sentono. Dio è presente in ogni frase che pronuncia.
Come stai?
Sto bene.