Le persone con una minore frequenza di evacuazione settimanale presentano livelli più elevati di batteri associati alla fermentazione proteica. Questo cambiamento metabolico favorisce la produzione di tossine microbiche che possono essere dannose per diversi organi. Questi batteri tendono a sostituire quelli che producono acidi grassi a catena corta, composti benefici che contribuiscono al corretto funzionamento dell’intestino.
Al contrario, gli individui con movimenti intestinali molto frequenti presentavano marcatori ematici legati all’infiammazione, una ridotta diversità microbica e una maggiore predisposizione ai disturbi digestivi. Sebbene per ragioni diverse, entrambi gli estremi sembravano riflettere un ambiente intestinale sotto stress.
Tossine microbiche e rischi per gli organi vitali
Uno dei risultati più consistenti dello studio è stata l’elevata presenza di composti derivati dal microbiota nel flusso sanguigno, tra cui p-cresolo solfato, fenilacetilglutammina e indossil solfato, in particolare nelle persone con evacuazioni intestinali poco frequenti. Queste sostanze sono state precedentemente associate a danni renali, infiammazione sistemica e declino cognitivo.
L’indossil solfato si è distinto per la sua forte associazione con una ridotta funzionalità renale. Anche tra individui considerati sani, livelli più elevati di questo metabolita sono stati collegati a tassi di filtrazione glomerulare inferiori, un indicatore precoce della funzionalità renale.
L’analisi statistica ha inoltre suggerito che parte dell’impatto del rallentamento del transito intestinale sulla funzione renale potrebbe essere mediato dallo stesso indossil solfato. In altre parole, la scarsa frequenza delle evacuazioni potrebbe contribuire all’accumulo di tossine che, nel tempo, sottopongono i reni a uno stress crescente.
Abitudini di vita e modelli alimentari
Oltre alle misurazioni biologiche, lo studio ha valutato questionari riguardanti l’alimentazione, il benessere emotivo, i fattori legati allo stile di vita e la salute dell’apparato digerente. I partecipanti con una minore frequenza di evacuazione consumavano generalmente meno frutta e verdura, che forniscono fibre utili a sostenere una sana funzionalità intestinale. Hanno anche riferito di consumare più snack ultra-processati.