Guardando più da vicino, non potevo credere ai miei occhi: polli. Gialli, croccanti, soffici… vivi.
Erano dappertutto. Sotto pezzi di plastica, in scatole rotte, tra oggetti sparsi. Ce n’erano centinaia, forse di più.
Sono rimasta scioccata. Come potevano essersi schiuse queste uova, lasciate in tali condizioni, senza calore e senza cure?
La notizia dell’accaduto si diffuse rapidamente in tutta la città. La gente cominciò ad arrivare per osservare, alcuni per curiosità, altri per entusiasmo.
Molte persone, commosse dalla repentinità con cui la vita era apparsa, adottarono dei bambini.
Le autorità e persino gli scienziati si sono recati sul luogo dell’incidente. Nessuno è riuscito a spiegare il fenomeno. La temperatura era insufficiente per una normale incubazione e non era disponibile alcun sistema di riscaldamento.
Alcuni ricercatori ipotizzano che il calore generato durante la decomposizione dei rifiuti organici potrebbe creare un ambiente favorevole. Ciò è possibile, ma non certo.
Per me, come per molti altri, non c’era bisogno di spiegazioni. Era un miracolo.
Il presente. Uno di quei rari momenti in cui la natura ci ricorda che può essere imprevedibile e sorprendente, persino in mezzo ai rifiuti.