Monitorare la situazione con test semplici e non invasivi è possibile, sia dal punto di vista economico che in termini di prestazioni. Lo rivela un recente e interessantissimo studio che suggerisce di integrare due metodi di monitoraggio finora poco conosciuti nella prevenzione e nel controllo di questo tumore.
Uno studio condotto nel Regno Unito potrebbe aiutare a identificare alcuni segnali d’allarme che consentirebbero di individuare il tumore al pancreas in una fase molto precoce, monitorando i casi potenzialmente ad alto rischio prima che raggiungano uno stadio critico. Lo studio di cui sto per parlare è stato pubblicato sulla rivista PLOS ONE. Condotto da un team di esperti delle Università del Surrey e di Oxford, ha coinvolto oltre 8.700 pazienti, monitorandone lo stato di salute per un periodo relativamente lungo, dal 2007 al 2020, e analizzando, in particolare, alcuni possibili sintomi della malattia: una diminuzione dell’indice di massa corporea (BMI) e dei livelli di glicemia.
In sostanza, gli studi hanno dimostrato che un basso indice di massa corporea (BMI) combinato con un aumento dell’emoglobina glicata, ovvero dei livelli medi di glucosio nel sangue, può essere un segnale di allarme di un aumentato rischio di cancro al pancreas. Questo studio cruciale è stato chiaramente illustrato da Luigi Cavanna, Presidente del CIMOPO, il Collegio Italiano degli Oncologi Ospedalieri, alla vigilia della Giornata del CIMOPO, il 12 novembre.
Un basso indice di massa corporea (BMI) combinato con un aumento dell’emoglobina glicata indica che il pancreas sta iniziando a funzionare in modo anomalo o meno efficiente. Tuttavia, questo studio presenta alcune limitazioni. I due parametri considerati – peso corporeo e livelli di glicemia – possono variare a seconda di altri fattori, come cambiamenti nella dieta, aumento dell’attività fisica e così via. Inoltre, lo studio americano è uno studio caso-controllo condotto su un gruppo di pazienti che non sono stati sottoposti a esami di follow-up periodici e dettagliati, inclusi esami aggiuntivi come la tomografia computerizzata (TC) e analisi approfondite. Sebbene questo studio offra spunti preziosi, non modifica l’approccio terapeutico al tumore del pancreas.
Ad oggi, questo tumore rimane uno dei più insidiosi e diversificati del Paese. I dati indicano che nella sola Italia, nel 2020, sono state registrate circa 14.300 nuove diagnosi di tumore e 12.400 decessi. Durante la Giornata del CIPOMO del 12 novembre, il Presidente Cavanna ha avvertito che tutte le persone colpite dal virus vengono ora diagnosticate, il che è estremamente pericoloso, anche se tutte sono accessibili attraverso un unico punto di riferimento: i reparti di oncologia ospedaliera. Pertanto, “è necessario un processo territoriale per garantire un collegamento tra l’ospedale e il territorio in un approccio coordinato e collaborativo, basato sulla ricerca, sulle metodologie professionali e, in futuro, sull’oncologia, che viene affidata al territorio”.