Dal tono della sua voce ho capito subito che stava mentendo. L’ha detto con troppa leggerezza, come se avesse già preparato la risposta, sperando che non facessi altre domande.
Ho preso una delle palline bianche tra le dita e l’ho osservata di nuovo attentamente. Non assomigliava affatto a una caramella. Non conteneva zucchero, non aveva un odore dolce e non aveva nemmeno il solito rivestimento duro.
A quel punto non ce l’ho più fatta, ho preso un asciugamano e l’ho premuto con cautela per vedere cosa ci fosse dentro. Il guscio si è incrinato e in quel momento ho sentito come un gelo improvviso.

Dentro non c’era ciò di cui avevo paura, ma non era affatto rassicurante, anzi, era ancora più inquietante.