Il cortile risuonò di un urlo. Non era un suono isolato, come un ramo che si spezza in giardino, ma un’improvvisa esplosione che infranse la tranquillità del mezzogiorno. Il boato mise a tacere il tintinnio costante dei bollitori e sembrò intensificare il sussurro del vento sul tetto di paglia. Per un istante, l’intero spazio della grande casa fu sospeso in quel suono umano, acuto e umido, prima di essere inghiottito dall’urgenza e dal caos.
La frustarono a mezzogiorno… e fecero urlare la signora davanti a tutti (1843).