Accarezzò i segni con la punta delle dita, la mascella serrata, il respiro controllato. Lei poteva sentire il suo calore, la potenza repressa appena sotto la superficie. E non aveva paura. Avrebbe dovuto averne. Ma non ne aveva. Lui aveva fatto questo. Samson disse che non c’era dubbio. Sì. E tu continui a proteggerlo. Continui a custodire i suoi segreti.
Continui a recitare la parte della brava moglie. Dalila sentì le lacrime pizzicarle gli occhi. Le prime lacrime che si concedeva da mesi. Cos’altro posso fare? Lui possiede tutto. La casa, i soldi, me. Se me ne andassi, dove andrei? Come sopravviverei? Le mani di Sansone si spostarono dal suo viso alle sue spalle, tenendola ferma, costringendola a incrociare il suo sguardo.
Il suo sguardo era intenso, quasi ipnotico. Non avrebbe potuto distogliere lo sguardo nemmeno volendo. «C’è un’altra via», disse. «Quale via? Smetti di scappare. Smetti di nasconderti. Smetti di aspettare che qualcuno ti salvi». La sua voce si abbassò, diventando quasi ipnotica. «Prendi ciò che vuoi. Prendi ciò che ti spetta». «Non capisco». «Sì, capisci». E lei capì.
Guardando in quegli occhi ardenti, sentendo il calore delle sue mani sulle spalle, Dalila capì esattamente cosa Sansone le stava suggerendo. Non una fuga, non la libertà, qualcosa di più oscuro, qualcosa che non si sarebbe mai potuto ritirare. Non posso, sussurrò. Perché no? Perché è sbagliato. Perché la Bibbia dice, la Bibbia, la risata di Sansone era amara, tagliente.
La Bibbia dice che gli schiavi devono obbedire ai loro padroni. La Bibbia dice che le mogli devono sottomettersi ai loro mariti. La Bibbia è stata scritta da uomini che volevano controllare le persone a loro inferiori. È questo il Dio che servite? Un Dio che esige la vostra sofferenza? Dalila non aveva risposta. Tutto ciò che le era stato insegnato, tutto ciò in cui aveva creduto, ora le sembrava vuoto.
Un rumore insignificante, concepito per tenerla al suo posto. “Non c’è Dio in questo scantinato”, continuò Samson, con voce sommessa e terribile. “Ci siamo solo noi e ciò che siamo disposti a fare per sopravvivere.” Quella notte, tra loro accadde qualcosa che Delila non avrebbe mai immaginato possibile. Non dolce, non tenero, qualcosa di completamente diverso, qualcosa che bruciò gli ultimi residui della donna che era stata e lasciò al suo posto qualcosa di nuovo.
Qualcosa di più duro, qualcosa di più freddo, qualcosa che ora apparteneva a Sansone, corpo e anima. Quando salì le scale all’alba, il suo corpo portava segni nuovi. Dalila non era più la stessa persona che era scesa. La moglie timorosa, la figlia obbediente, la perbene signora del sud, tutte queste cose erano scomparse.
Al loro posto c’era qualcosa di più pericoloso, qualcosa di pronto a fare qualsiasi cosa fosse necessaria. Nelle settimane successive, Samson rivelò la sua vera natura. Non solo un paziente sopravvissuto, ma uno stratega calcolatore che aveva pensato a questo momento per anni. Ogni percossa subita, ogni umiliazione sopportata, aveva alimentato non solo la sua rabbia, ma anche la sua comprensione.