Ma niente serve. Non una parola, non uno sguardo. Solo il ticchettio dell’orologio rompe il silenzio imbarazzante.
Un senso di inquietudine si insinua.
Sentendosi in colpa per aver oltrepassato un certo limite, il giovane cerca di rimediare alla sua goffaggine:
“Scusa, non volevo metterti in imbarazzo. Pensavo che potessimo raccontarci tutto…”
Ancora nessuna risposta. Sua moglie sembrava persa nei suoi pensieri, come se stesse risolvendo una complessa equazione. Preoccupato di averla ferita, la ricoprì di gesti teneri: carezze tra i capelli, dolci parole sussurrate all’orecchio, abbracci confortanti. Era convinto di aver ristabilito il legame tra loro… ma la realtà avrebbe potuto riservargli delle sorprese.
— Fantastico! Ora devo rifare tutti i calcoli!
Una lezione da imparare