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—E se leggessero i giornali?
Ramiro Cárdenas lasciò sfuggire una risata lenta, la stessa risata che per 32 anni aveva scambiato per tenerezza.
—Valeria non legge mai niente fino in fondo. Si fida sempre di me.
Valeria sentì le ginocchia cedere. Rimase immobile, respirando lentamente, e si rese conto che qualcosa nel suo matrimonio si era silenziosamente sgretolato. Quando Ramiro tornò nella stanza, lei era già sdraiata, con gli occhi chiusi e il respiro calmo. Salì sul letto, le mise un braccio intorno alla vita e sussurrò: “Riposati”, come se non l’avesse considerata pazza.
La mattina seguente, Ramiro era lì come al solito: abito impeccabile, caffè con un goccio di panna, il giornale sotto il braccio e quel suo modo di porre domande come se il mondo intero fosse al suo servizio. Niente sguardi prolungati. Nessuna esitazione. Valeria lo osservò fare colazione e capì qualcosa di terribile: per anni, aveva confuso la routine con l’amore, il silenzio con la stabilità e la sottomissione con la pace.