Ho chiuso gli occhi.
Ho rilassato il viso.
Le mie spalle.
Le mie gambe.
Rimasi sdraiato in quella posizione, respirando profondamente e lentamente, cercando di sembrare una persona addormentata.
Otis era sdraiato sul suo lato del letto.
Ho sentito il suo respiro.
Sembrava che stesse dormendo.
Ma non ne ero sicuro.
Sta davvero dormendo o è sveglio in attesa, proprio come me?
I minuti passavano lentamente.
Molto lentamente.
Ogni secondo sembrava un’ora.
Volevo guardare l’orologio, ma non potevo.
Ho dovuto continuare a fingere.
Il silenzio della casa era opprimente.
Si sentivano solo il vento fuori e il suo respiro.
E il mio respiro, che cercavo di mantenere calmo, profondo, come quello di una persona che dorme.
Il mio cuore batteva fortissimo.
Era così forte che temevo potesse sentirlo.
Tum, tum, tum, tum.
Mi batte nel petto come un tamburo.
Ho cercato di calmarmi.
Ho pensato a cose pacifiche.
Il giardino.
Le galline che beccano in cortile.
Le ragazze che giocano.
Ma non riuscivo a calmarmi.
Perché sapevo che era giunto il momento.
All’improvviso, ho sentito il letto scricchiolare.
Si stava muovendo.
Rimasi immobile, con gli occhi chiusi, respirando profondamente.
L’ho sentito alzarsi.
Il materasso si afflosciò da un lato quando si sporse per alzarsi.
Il letto gemette.
Si alzò in piedi.
Lo aspettavo, come sempre, che venisse al mio fianco.