Il mio abito nero emanava ancora un leggero profumo di gigli e pioggia umida quando entrai nel vialetto di casa dei miei genitori.
Ero appena uscita dalla camera ardente. Niente caffè, niente pausa, neanche un attimo per respirare. Solo il peso silenzioso del dolore, come un clandestino. Mio marito, Adrian, non c’era più, eppure il mondo continuava a girare come se nulla fosse accaduto.
Mi sono detto che ero venuto per un solo motivo: l’onestà.