Stavamo tornando a casa dall’asilo. Tess si era già tolta le scarpe, con una caramella gommosa a metà attaccata ai leggings, e fissava fuori dal finestrino come se le nuvole in cielo le stessero scrivendo messaggi segreti. La luce del sole filtrava attraverso il vetro in morbidi raggi dorati. C’era silenzio, quel silenzio speciale, quasi sacro, che solo una bambina di quattro anni può creare intorno a sé.
“Mamma, piangerai quando andrò in spiaggia con papà e l’altra mia mamma?” chiese.
Ho sbattuto le palpebre. Ho stretto il volante, le dita mi sono diventate bianche, ma la mia voce è rimasta calma.
“Con la tua… altra mamma? Tess, di cosa stai parlando?”
«Mamma Lizzie dice che sei tu quello cattivo», disse lui scrollando le spalle. «Lei è la mamma buona. E presto andremo in spiaggia con papà.»