«Firma e vattene, mendicante.» Fu umiliata durante il divorzio; poi tre lussuose auto nere si fermarono e nella stanza calò il silenzio.
La penna Montblanc risultava insolitamente pesante nella mano di Olivia Bennett.
Non perché fosse oro, ma perché recava una sentenza.
Il sontuoso salotto della tenuta Whitmore era silenzioso, quasi come un’aula di tribunale, denso di tensione, in attesa che qualcuno cedesse. Tre anni di matrimonio ridotti a una pila di carte su un tavolo di quercia lucida.
«Oggi firmi?» chiese pigramente la cognata Vanessa Whitmore dal divano. «Oppure hai bisogno di tempo per ricordarti come si scrive?»
Olivia alzò lo sguardo, cercando con gli occhi il marito, Ethan Whitmore.
Stava in piedi vicino alla finestra, a fissare fuori come se volesse sfuggire alla realtà stessa.
«Lasciala stare», disse Margaret Whitmore, sua suocera, con un sorriso gelido. «Probabilmente sta calcolando cosa sta perdendo. È arrivata senza niente e se ne andrà senza niente. Giusto, no?»
L’avvocato di famiglia ha avvicinato i documenti.