La svolta arrivò nel settembre del 1685, quando i gemelli fornirono a Margaret informazioni precise su dove i loro genitori custodivano i documenti più compromettenti. Un compartimento segreto dietro una parete finta nello studio di Ezekiel, contenente registri finanziari dettagliati che documentavano 15 anni di attività criminale.
Questi registri includevano non solo le registrazioni dei pagamenti ricevuti per ogni processo per stregoneria, ma anche elenchi dettagliati dei beni confiscati, il loro valore stimato e annotazioni sui costi di preparazione e sui compensi dei testimoni, che rivelavano la natura sistematica delle loro operazioni. La scoperta di questi documenti da parte di Margaret le fornì la prova inconfutabile che i fratelli Harrington stavano uccidendo persone innocenti per denaro, ma la mise anche in pericolo di vita.
Capì che se Ezekiel e Judith avessero scoperto ciò che sapeva, non avrebbero esitato a eliminarla usando gli stessi metodi che avevano perfezionato contro le loro altre vittime. La sua unica speranza risiedeva nel trovare un modo per smascherare i loro crimini proteggendo al contempo se stessa e i gemelli dalla rappresaglia. La soluzione che alla fine scelse dimostrò un coraggio e una capacità di pensiero strategico che avrebbero impressionato persino gli investigatori criminali più esperti.
Anziché tentare la fuga con le prove o affrontare direttamente i fratelli, Margaret iniziò a copiare segretamente i documenti più compromettenti, stabilendo al contempo un contatto con padre Benedict Thorne, un sacerdote gesuita giunto da poco a Boston dalla Francia, che possedeva sia le conoscenze teologiche per comprendere le implicazioni soprannaturali, sia le conoscenze politiche necessarie per indagare su potenti figure coloniali.
L’indagine di Padre Benedict Thorne sui fratelli Harrington iniziò con scetticismo, ma si trasformò rapidamente in orrore quando scoprì strato dopo strato di malvagità sistematica che aveva operato praticamente indisturbata per oltre due decenni. L’approccio iniziale di Margaret Caldwell al sacerdote era stato cauto e indiretto, poiché capiva che accuse dirette contro figure così potenti e rispettate avrebbero probabilmente portato alla sua distruzione con gli stessi metodi usati contro le altre vittime. Ma le prove
Il materiale che Margaret condivise gradualmente con Padre Thorne, ovvero copie di registri contabili, elenchi di testimoni con annotazioni su pagamenti e minacce e, cosa ancora più compromettente, mappe dettagliate che indicavano l’ubicazione dei beni confiscati e la loro attuale proprietà, dipingeva un quadro di un’organizzazione criminale che superava persino le peggiori aspettative del sacerdote sulla capacità umana di fare il male.
La competenza di Padre Thorne sia in teologia che in filosofia naturale lo rendeva particolarmente qualificato per comprendere appieno le implicazioni di ciò che Margaret aveva scoperto. A differenza delle autorità coloniali, che avrebbero potuto liquidare le accuse di natura soprannaturale come al di fuori della loro giurisdizione, o dei medici, che si sarebbero concentrati esclusivamente sulle condizioni fisiche dei bambini, il sacerdote possedeva le conoscenze e l’autorità necessarie per indagare sia sugli aspetti penali che morali del caso Harrington.