Sebbene la fibromialgia possa manifestarsi a qualsiasi età, la maggior parte dei pazienti è di mezza età. Inoltre, l’80-90% delle persone affette da fibromialgia sono donne. Oltre all’artrite reumatoide, alla spondilite e al lupus, diverse patologie possono aumentare il rischio di sviluppare i sintomi della fibromialgia. La fibromialgia è stata inoltre associata a due disturbi del sonno: la sindrome delle gambe senza riposo e l’insonnia.
Insonnia e fibromialgia.
L’insonnia, un disturbo del sonno, è caratterizzata da una persistente difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno nonostante lo sforzo e un riposo notturno adeguato. Chi soffre di insonnia sperimenta anche effetti collaterali durante il giorno, come affaticamento, sbalzi d’umore e mancanza di motivazione ed entusiasmo.
Le persone affette da fibromialgia soffrono in genere di insonnia. I sintomi comuni della fibromialgia includono affaticamento, sonno agitato e insonnia. L’insonnia può peggiorare i sintomi della fibromialgia perché abbassa la soglia del dolore.
I pazienti affetti da insonnia possono trarre beneficio dalla terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I), un approccio terapeutico rigoroso e basato sull’evidenza scientifica che mira a identificare le idee, le emozioni e i comportamenti che scatenano i sintomi. Secondo un recente studio, la CBT-I può rallentare o addirittura invertire l’atrofia della materia grigia⁵ che si verifica nel sistema nervoso centrale primario nei pazienti con fibromialgia, una condizione relativamente comune.
Un altro studio⁶ ha esaminato gli effetti dei sonniferi sul dolore intenso associato alla fibromialgia. Rispetto ai pazienti che hanno ricevuto un placebo, quelli che hanno assunto suvorexant, un farmaco approvato per il trattamento dell’insonnia, hanno dormito più a lungo e hanno avvertito meno dolore il giorno successivo.