Le temperature insolitamente elevate degli ultimi giorni non sono una coincidenza. La causa è da attribuire a una forte corrente meridionale che ha trasportato masse d’aria calda e secca direttamente dal Sahara, attraverso la Spagna, fino all’Europa centrale. Sebbene tali fenomeni meteorologici non siano rari, la loro intensità attira sempre l’attenzione.
Molti sottovalutano il fatto che quest’aria calda spesso agisce come una “pausa”. Destabilizza l’atmosfera, aumentando l’umidità negli strati superiori e aprendo la strada a cambiamenti meteorologici significativi. Non appena la situazione si inverte, il sistema può ribaltarsi, ed è qui che la cosa si fa interessante.
Quando l’aria calda cede il passo a quella fredda,
i meteorologi definiscono questi eventi “cambiamenti di sistema meteorologico su larga scala”. Sebbene al momento prevalga l’aria calda, diversi modelli indicano un possibile blocco sull’Atlantico settentrionale. Questo sistema di alta pressione potrebbe agire da barriera, spingendo l’aria fredda proveniente da nord direttamente verso l’Europa centrale.
Il risultato sarebbe un classico attacco di gelo:
Nel giro di poche ore, le temperature possono scendere drasticamente, passando da temperature primaverili di 15-20 gradi Celsius a valori prossimi allo zero. Tali rapidi cambiamenti sono particolarmente pericolosi perché il terreno e l’aria si raffreddano a velocità diverse, il che a sua volta può portare alla formazione di ghiaccio, pioggia gelata o nevicate.
I modelli sono contraddittori: sono possibili tutte le condizioni, dalla pioggia alla neve.
Le previsioni a 16 giorni indicano una gamma estremamente ampia di eventi possibili. Mentre alcune stime prevedono semplicemente un periodo fresco e piovoso, altre si spingono molto oltre:
Le masse d’aria polari potrebbero penetrare molto a sud.
Sono possibili nevicate anche a quote più basse.
Localmente, potrebbero cadere diversi centimetri di neve fresca.
Le gelate notturne tornerebbero a essere un problema.
In particolare, il modello GFS statunitense simula scenari di freddo intenso intorno al 7 e all’8 marzo. I modelli europei, invece, sono ancora un po’ più cauti, ma non escludono affatto un ritorno all’inverno.
In particolare, il modello GFS statunitense simula diversi scenari di freddo intenso intorno al 7 e all’8 marzo. I modelli europei, d’altro canto, sono ancora un po’ più cauti, ma non escludono affatto la possibilità di un ritorno dell’inverno.
Le previsioni a 16 giorni indicano una gamma estremamente ampia di possibili eventi. Per maggiori informazioni, consultare la pagina successiva.