“È terribile.”
«Sì, la guerra è inutile. Non porta niente di buono. Mia madre non ha mai superato del tutto la perdita. Avevamo difficoltà economiche, ma lei si rifiutò di vendere il medaglione. Quando avevo dieci anni, me lo diede e mi disse di conservarlo. Non l’ho mai venduto neanche io, nemmeno nei momenti difficili. Il suo vero valore risiede nei ricordi che custodisce.»
Aprì il medaglione e mostrò due foto. “Questi sono i miei genitori. Come potete vedere, si amavano moltissimo.”
Franklin annuì e indicò un’altra foto. “È tuo nipote?”
«No, quello è mio figlio, ed è lui il vero motivo per cui sono su questo aereo», ha detto Stella.
“Lo andrai a trovare?”
«No, questo è l’unico modo in cui posso stargli vicino», rispose lei. «Ricordi quando ti ho parlato delle mie difficoltà economiche? Sono rimasta incinta poco più che trentenne. Il mio ragazzo mi ha lasciata e non avevo nessuno che mi sostenesse. Mia madre era già morta di demenza. Amavo il mio bambino, ma non potevo offrirgli una vita dignitosa, così l’ho dato in adozione.»
“Vi siete poi ritrovati?” chiese Franklin.
“Ci ho provato. L’ho trovato tramite un sito web di test del DNA. Il figlio di una vicina mi ha aiutato a scrivergli un’email. Si chiama Josh. Mi ha risposto una volta dicendo che stava bene e che non aveva bisogno di me. Gli ho mandato diverse altre email chiedendogli perdono, ma non ha più risposto.”
“Allora perché sei su questo aereo se lui non vuole vederti?”
“Perché è il pilota. Oggi è il suo compleanno, il 22 gennaio 1973. Sto invecchiando e non so quanto tempo mi resti. Volevo stargli vicino almeno per uno dei suoi compleanni. È l’unico modo.”
Più tardi, mentre l’aereo si preparava all’atterraggio a New York, il pilota annunciò tramite l’interfono:
“E vorrei salutare tutti, mia madre biologica, che vola con me per la prima volta. Ciao mamma. Aspettami dopo l’atterraggio.”
Stella aveva le lacrime agli occhi. Quando l’aereo si fermò, il pilota, suo figlio John, corse fuori dalla cabina di pilotaggio per abbracciarla. Passeggeri ed equipaggio applaudirono al loro ricongiungimento.
John sussurrò di esserle grato per il suo sacrificio. Stella gli rispose che non si pentiva di nulla e che non c’era nulla da perdonare.