Avevo anni quando ho imparato che il corpo umano può tremare così tanto da smettere di sembrare una cosa umana, che la pelle può diventare così fredda da sembrare vetro sul punto di rompersi e che esiste un tipo di crudeltà, se calcolata, se metodica, che non ha bisogno di sangue per uccidere. Mi chiamo Aveline Maréchal, ho 89 anni e per 66 di questi ho portato una testimonianza che non mi appartiene, non solo a me.
Appartiene alle donne che non hanno mai potuto parlare, a quelle che sono morte in quelle vasche di ferro, a quelle che sono state spinte con la forza nell’acqua gelida mentre imploravano una pietà che non è mai arrivata. Oggi, vecchia e stanca, mi rendo conto che il silenzio non protegge più nessuno. Forse è per questo che finalmente racconto ciò che ho vissuto, ciò che i soldati tedeschi facevano quando eravamo considerati troppo deboli per lavorare.