
— L’amore non basta per bambini così.
Ogni frase la feriva più della precedente.
Savannah smise di rispondere ad alcune chiamate, ma le parole restavano nella sua testa. Durante le visite mediche, mentre aspettava di sentire i battiti cardiaci, la voce di sua suocera rimbombava nella sua mente.
“E se non fossi abbastanza forte?”
Poi, una sera, mentre Savannah era seduta da sola sul bordo del letto e piangeva piano, sentì un… piccolo calcio.
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Lei si immobilizzò e posò entrambe le mani sul suo ventre. Sembrava che le sue figlie le stessero rispondendo a tutti i dubbi. Savannah si asciugò le lacrime.
— No — sussurrò. — Non siete un peso. Siete le mie bambine. E non vi abbandonerò.
Da quel giorno qualcosa cambiò in lei. Continuava ad avere paura, ma la paura non prendeva più le decisioni al suo posto.
Alla 29ª settimana di gravidanza, Savannah si svegliò con forti dolori. Fu portata d’urgenza in ospedale, dove i medici si muovevano rapidamente intorno a lei. Le macchine emettevano segnali acustici. Le infermiere entravano e uscivano. L’espressione del medico era seria.