Skip to content

Casa Ricette

Ragazza supplicante: implora un soldato tedesco – poi l’inspiegabile!

articleUseronJune 1, 2026

Non ha specificato cosa intendesse con “peggio”. Non ce n’era bisogno. Le baracche erano strutture di legno mal isolate con letti a castello senza materassi, solo assi nude. Ci davano una coperta a testa, una sola. E di notte la temperatura scendeva già sotto zero. Io e Irine condividevamo il letto inferiore, rannicchiate l’una accanto all’altra per scaldarci.

Sentivo il suo respiro affannoso contro il mio petto. Lei non piangeva mai. Aveva imparato a non piangere, ma i suoi occhi dicevano tutto. I giorni erano tutti uguali. Venivamo svegliati prima dell’alba per l’appello. Restavamo in piedi al freddo per un’ora, a volte due, mentre contavamo e ricontavamo i prigionieri. Poi ci facevano lavorare, pulire le latrine, trasportare legna, scavare fossati per lo smaltimento delle acque reflue.

Quel lavoro non aveva alcun significato strategico. Serviva solo a spezzarci, a ricordarci che non eravamo più niente, che la nostra dignità, la nostra umanità, la nostra identità erano state sospese dal momento in cui avevamo oltrepassato il filo spinato. Ma la cosa peggiore non era il lavoro, non era il freddo, era lo sguardo. I soldati ci guardavano continuamente, non con desiderio, non con odio, ma con qualcosa di più insopportabile.

Totale indifferenza. Eravamo oggetti, cose, numeri, e a volte qualcuno si avvicinava, ci toccava, ci spingeva solo per vedere cosa avremmo fatto, per mettere alla prova fino a che punto sarebbe arrivata la nostra sottomissione. Tenevo lo sguardo basso, stringevo la mano di Arine e pregavo che quel giorno finisse senza ulteriore violenza. Tre settimane dopo il nostro arrivo, ho commesso un errore.

Un errore stupido, nato dalla stanchezza e dalla fame. Per pranzo ci diedero una razione di pane ammuffito e brodo annacquato. Io tenevo sempre metà della mia porzione per Aerine, ma quel giorno si rifiutò di mangiare. Tremava per la febbre, aveva le labbra viola e gli occhi vitrei. Cercai di costringerla, ma vomitò. Una guardia tedesca ci vide.

Si avvicinò, urlò qualcosa in tedesco che non capii e mi colpì con il calcio del fucile. Il colpo mi colpì alla gamba sinistra, appena sotto il ginocchio. Sentii un forte schiocco, come un ramo secco che si spezza sotto il peso della neve. Il dolore mi esplose in tutto il corpo. Caddi. Aine urlò.

La guardia rise. Poi se ne andò. Nessuno venne ad aiutarmi. Nessuno poteva. In questo campo, il mutuo soccorso era un lusso che non ci si poteva permettere. Strisciai fino alla baracca, trascinandomi una gamba. Aerine piangeva in silenzio, stringendomi il braccio. Riuscii a raggiungere il nostro letto. Il dolore era insopportabile. L’osso era disallineato. Lo sentivo sotto la pelle.

« Precedente Avanti »

Le bevande potrebbero indebolire silenziosamente le tue ossa.

Quasi tutti danno la risposta sbagliata a questo semplice problema di matematica… Ma forse non tu!… Qual è la risposta corretta?

Riuscirai a risolvere questo misterioso rompicapo matematico in legno? Sposta tre numeri in modo che il risultato sia 20!

18 cose da non mettere mai in lavastoviglie (anche se ne hai la tentazione)

Gamberi cremosi all’aglio con riso

NON BUTTARE VIA LE BUCCE DI ANGURIA! 😱C’è un trucco semplicissimo per trasformarle in deliziosi snack! Ricche di nutrienti, ecco come prepararle

Recent Posts

  • Le bevande potrebbero indebolire silenziosamente le tue ossa.
  • Quasi tutti danno la risposta sbagliata a questo semplice problema di matematica… Ma forse non tu!… Qual è la risposta corretta?
  • Riuscirai a risolvere questo misterioso rompicapo matematico in legno? Sposta tre numeri in modo che il risultato sia 20!
  • 18 cose da non mettere mai in lavastoviglie (anche se ne hai la tentazione)
  • Gamberi cremosi all’aglio con riso

Recent Comments

No comments to show.

Archives

  • July 2026
  • June 2026
  • May 2026
  • April 2026

Categories

  • Uncategorized
Proudly powered by WordPress | Theme: Justread by GretaThemes.
imunify-bot-check