La sua mano tremava mentre apriva la porta.
Dentro-
Un bambino.
Piccoli. Pallidi. Connessi alle macchine.
Ma vivo.
“Figlio mio…”
Si avvicinò, sfiorandogli delicatamente il viso.
Caldo. Autentico.
“Mamma…” sussurrò.
Valeria cadde in ginocchio, le lacrime finalmente sgorgarono dopo anni in cui le aveva trattenute.
“Sono qui… Mi dispiace tanto…”
Poi-
Una voce alle sue spalle.
“Che momento toccante.”
Lei si è bloccata.
Lentamente, si voltò.
Sebastián era in piedi sulla soglia, sorridente.
“Pensavo che ci avreste messo più tempo a trovarlo”, ha detto.
Valeria si alzò in piedi, con un’espressione di nuovo serena.
“Sei stato tu.”
«Certo», rispose lui. «Credevi davvero che tutto sarebbe sparito?»
La sua voce tremò leggermente.
“E gli altri…?”
Non ha risposto.
Quel silenzio disse tutto.