Aveva paura che, se avesse fatto un passo, la bambina sarebbe scomparsa come un sogno che era andato e venuto per tredici anni, finendo sempre con un letto vuoto.
Anna si avvicinò ad Hania.
“Mia figlia…”
La ragazza la guardò.
“Agli oni?”
Anna chiuse gli occhi.
“Non.”
Hania guardò prima Magda. A lungo. Troppo a lungo per una bambina. Poi Kacper.
«Perché piangi?» chiese a Magda.
Magda si toccò la guancia. Non si accorse nemmeno delle lacrime che le rigavano il viso.
“Perché pensavo di averti perso.”
Hania aggrottò la fronte.
“Ma tu non mi conosci.”
Kacper girò la testa come se qualcuno lo avesse colpito.
Magda si inginocchiò lentamente sul pavimento per non sovrastare la ragazza.
“Hai ragione. Non ti conosco. E questo è il dolore più grande della mia vita.”
Hania guardò Anna.
“Madre?”