Se hai scelto la terza casa, la cosa che ti manca di più nella vita sei tu stesso. Non in senso metaforico, ma molto concreto. Quand’è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa solo perché ne avevi voglia? Quando hai letto quel libro che rimandavi da mesi? Quando hai fatto una passeggiata da solo, con le cuffie, senza uno scopo preciso? Quando ti sei goduto un caffè da solo senza dover rispondere a tre persone?
Ora vivi una vita in cui ogni tuo minuto appartiene a qualcun altro. Al lavoro, alla famiglia, alle relazioni, alle faccende domestiche, agli obblighi. E ciò che rimane – se rimane qualcosa – non hai più le energie per farlo. Non è il tempo che ti manca. È il tuo tempo che ti manca.
La terza casa appare a coloro che hanno vissuto per gli altri così a lungo da aver dimenticato cosa significhi vivere per se stessi. Non si tratta di egoismo, anche se probabilmente lo si percepirebbe volendo. Perché è stato insegnato loro che le brave persone appartengono sempre agli altri. Che chiunque dedichi tempo a se stesso è egoista. Che chiunque dica di no è una cattiva madre, un cattivo partner, un cattivo amico, un cattivo collega.
Ma non è vero. Non è egoistico concedersi mezz’ora al giorno tutta per sé. Non è negligenza chiudere la porta e stare da soli. Non è un peccato passare una serata senza dover rendere conto a nessuno. Al contrario: è l’unico modo per non perdersi completamente. Perché se non ti concedi del tempo, prima o poi non avrai più nessuno da dare agli altri.
Quarta Casa – Mancanza di apprezzamento
Se hai scelto la quarta casa, la mancanza che senti non è materiale o pratica, ma molto umana: non ti senti apprezzato. Fai tutto ciò che devi. Forse anche più di quanto dovresti. Mantieni la tua posizione al lavoro, a casa, in famiglia, nelle amicizie. Fai ciò che ti aspetti da te stesso e ciò che gli altri si aspettano da te. Ma in cambio? Silenzio.