illuminando il cielo con bagliori arancioni e rossi che dipingevano le nuvole di colori infernali. “Da che parte?” chiese Simon, tremando violentemente, i denti che le battevano così forte da riuscire a malapena ad articolare le parole. Elise si guardò intorno con intensa concentrazione, i suoi occhi scrutavano il paesaggio alla ricerca di un punto di riferimento, qualsiasi cosa che potesse guidarle.
Becker aveva detto centro, strada principale. Scorse uno stretto sentiero tra gli alberi, appena visibile nell’oscurità, segnato da tracce di pneumatici cancellate a metà dalla neve caduta di recente. Andiamo. Corsero, o meglio, provarono a correre. I loro corpi erano troppo deboli, i muscoli atrofizzati da giorni di immobilità forzata.
Ogni passo era una tortura. Ogni respiro bruciava i loro polmoni come un liquido vischioso. Simon inciampò due volte, le gambe e i denti sotto di lei come se si rifiutasse di continuare a obbedire. Hélène la raggiunse entrambe le volte, sostenendola con una forza che non sapeva di possedere. Una delle altre donne, di cui Elise non seppe mai il nome e non lo avrebbe mai saputo, cadde nella neve e non si rialzò mai più.
Il suo corpo rimase lì immobile, una sagoma scura contro il bianco immacolato. Elise si fermò, si voltò, ogni fibra del suo essere le urlava di tornare indietro. “No, continua!” disse Helen con voce aspra, tirandola per un braccio con forza bruta. Elise proseguì, ogni passo che le si insinuava nella coscienza come un tradimento.
Due minuti dopo, scorsero la strada e lì, esattamente come aveva detto Becker, c’era un camion di rifornimenti tedesco parcheggiato a lato. Il motore era spento, ma la sua imponente sagoma offriva una promessa di salvezza. Due soldati fumavano lì vicino, appoggiati al veicolo, conversando a bassa voce nella loro lingua gutturale. Le loro sagome si stagliavano contro il cielo, che cominciava appena a schiarirsi a est.
«Come faremo a superarli?» mormorò Simone, la voce appena udibile, tremante per la paura e la stanchezza. Elise si guardò intorno con l’occhio di una stratega nata dalla necessità. C’era una pila di casse di legno accatastate accanto al camion, probabilmente munizioni o provviste. Se fossero riuscite a raggiungere quelle casse senza essere viste, avrebbero avuto una possibilità, per quanto remota.