Non sentivo la sua voce da anni. Non da quando mi aveva telefonato l’ultima volta, quando mi aveva detto di non contattarla più a meno che non fossi pronto a scusarmi per aver sbagliato.
Così, quando il suo nome è apparso sullo schermo del mio telefono quel pomeriggio, sono rimasto paralizzato.
Per un secondo, l’ho fissata come se fosse un’allucinazione. Come se, se non avessi risposto, potesse svanire nel nulla.
Brian si voltò dal divano. “Chi è?”
Deglutii. “Linda.”
Il suo viso si contrasse. “Vuoi rispondere?”
Non lo sapevo.
Ma qualcosa dentro di me, una parte ostinata e ferita di me, voleva sentirlo. Voleva sapere perché proprio ora. Voleva la prova che anche le ragazze d’oro sanguinano quando il loro mondo crolla.
Allora ho risposto.
“Ciao?”
Dall’altra parte regnava un silenzio denso come cemento bagnato. Poi Linda parlò.
La sua voce suonava… diversa.
Non calmo. Non raffinato. Non perfetto.
Sembrava crepato.
“Michelle.”